Pagine

martedì 19 febbraio 2019

Dungeons & Dragons - Regole Expert

Ho parlato ieri del regolamento Base, e oggi volevo parlarvi della sua naturale evoluzione, il regolamento Expert, presentato stavolta come unico manuale diviso in sezioni per il DM e i giocatori, e in aggiunta un volume contenente un'avventura (X1) intitolata L'isola del terrore.

Raggiunto il 4° livello, al DM e ai giocatori l'esplorazione continua di dungeon comincerà a star stretta, e questo impellente bisogno il regolamento Expert riesce nell'intento di soddisfarlo al meglio.
Inanzitutto porta i nostri eroi (umani) a fino al 14° livello "donando" nuovi incantesimi divini e arcani, abilità in continuo miglioramento e punti ferita sempre più alti, espandendo la possibilità di viaggiare in terre inesplorate (il mondo conosciuto), fra viaggi a cavallo, e in mare. Il manuale consiglia di far partire i nostri eroi da una città che si trova dentro il Granducato di Karameikos (che diventerà famigliare sempre di più), la cittadina in questione si chiama "La Soglia", non è troppo grossa e si trova in una posizione centrale nel Granducato che rende facile i viaggi per raggiungere zone da esplorare nei dintorni, e perfino altre nazioni.
Il regolamento oltre a dare nuovi poteri e abilità ai nostri eroi, comincia a parlare della geografia circostante di un mondo che pian piano verrà conosciuto come Mystara, ambientazione ancora molto amata da moltissimi giocatori, permettendo inoltre, di assoldare mercenari, possedimenti terrieri, costruire castelli e gestire perfino l'economia del proprio appezzamento di terreno definendo le entrate ed uscite.
Inoltre ogni livello guadagnato dal PG avrà un suo "titolo" cioè un nome dedicato al suo rango nella propria classe, ad esempio un ladro di nono livello si chiamerà "Ladro maestro".
La sezione per i DM si arricchisce di tesori e oggetti magici di ogni sorta e un'altra quantità importante di mostri che vanno a sommarsi a quelli già presentati dalla precedente scatola.

Degna di nota l'avventura presente, che trasporterà i PG in un viaggio via mare verso un'isola piena di insidie mortali.


Che il D20 vi sia sempre favorevole!

Fabrizio Gemma


Questo estratto dal manuale del giocatore della scatola rossa è "figlia" del contesto storico in cui fu scritto il regolamento.
In D&D (e in tutti i gdr) il concetto di vittoria a dispetto dei tradizionali giochi da tavolo viene a mancare, o meglio se dopo una sessione ci si alza dal tavolo soddisfatti e divertiti ha vinto tutto il gruppo.
I videogiochi a cui fa riferimento la didscalia sopra si riferisce ai "coin up"da sala giochi tanto di moda negli anni 80 (fino a quasi metà degli anni 90 con un miglioramento di grafica notevole), quest'ultimi, nei primi anni, si limitavano a giochi con grafica fatta di qualche "sprite" luminoso in movimento e musiche evocative ma molto semplici, ogni partita costava una monetina.

La scritta nell'immagine, fa proprio intendere che D&D permette di giocare e rigiocare infinite volte, vivendo avventure sempre diverse in luoghi meravigliosi che vanno da lussureggianti foreste, fetide paludi o bui sotterranei, tutti "farciti" da sortilegi o temibili mostri a guardia di magnifici tesori pieni d'oro e oggetti magici.
La scatola rossa gettava le basi per giocatori neofiti, e dava la possibilità di esplorare i Dungeon e visitare negozi per rifornirsi di oggetti che potevano spaziare da armi, armature e oggetti vari come razioni di cibo, borracce d'acqua, torce, pertiche di 3 metri, e perché no, perfino qualche pozione guaritrice, mentre ai Dungeon Master insegnava a progettarli e a riempirli di mostri, trappole e tesori.

Il Dungeon Master o DM veniva descritto principalmente come arbitro e giudice riguardo le decisioni "in gioco", sua era la prima e ultima parola.
Veniva inoltre spiegato che chi scegliesse di diventare DM, avesse l'arduo compito di creare il mondo mantenendolo "vivo", di creare avventure che facessero divertire i giocatori al tavolo e fosse l'unico a conoscenza dei mostri e delle loro abilità, un mondo vivo con PNG (personaggi non giocanti) che avessero vita propria, che non "girassero" per forza attorno ai PG (personaggi giocanti), creare città, villaggi, paesi, nobili regnanti, dittatori spietati, ambienti particolari pregni di magia, foreste abitate da elfi, città di nani scavate dentro le montagne, torri abitate da potenti maghi, gilde di ladri integrate in grandi città, principesse da salvare, draghi malvagi da uccidere, paludi infestate da Troll o da Draghi neri.
Questo era il D&D base, una scatola che portava i PG dal 1° al 4° livello, per poi continuare la loro camminata lunga 36 livelli con le successive scatole, per poi arrivare all'immortalità.
Vi assicuro che dopo aver letto i due manuali contenuti nella scatola, ero gasatissimo e pronto a partire con i miei compagni di avventure, là dove nessun PG fosse mai arrivato prima.

Che il D20 vi sia sempre favorevole!

Fabrizio Gemma

domenica 17 febbraio 2019

Un incontro inaspettato (di F.Gemma)


Erano gli ultimi scampoli dell’estate del 1991, settembre per la precisione, la scuola sarebbe cominciata poche settimane dopo.
Un mio carissimo amico mi venne a chiamare a casa, brandendo la scatola rossa di Dungeons & Dragons, da lui acquistata da poco alla cifra di poco più di trentamila lire, volle assolutamente che provassimo subito quello strano gioco, lontano dai soliti schemi dei giochi da tavolo a cui eravamo abituati a giocare.
Aprendo quella scatola dalla copertina così evocativa, ci trovammo davanti ad un sacchettino di dadi, dalle mai viste fino ad allora, forme poliedriche (unico noto il d6) e due manualetti che in copertina riprendevano la stessa illustrazione della scatola, ma dove in cima campeggiava la scritta “Prima leggi questo manuale” e sull’altro “dopo leggi questo manuale”. I due manuali erano chiamati (Manuale del giocatore) e (Manuale del Dungeon Master).
Presi dalla voglia di provarlo, creai un personaggio giocante (Ladro 1° livello) e lui si mise a fare il Dungeon Master.
Ricordo che la partita durò poco, complice l’inesperienza di entrambi e l’esiguo ammontare di Punti Ferita (1d4)
Tuttavia, dopo quella partita, il gioco coinvolse anche i nostri altri amici, regalandoci, negli anni a venire, momenti di puro divertimento,  ampliando il gioco con l’acquisto delle regole expert e companion e molto più tardi le regole master e gli atlanti.
Giocavamo spesso, ci alternavamo come master e arrivammo a creare un club di giochi di ruolo, e organizzando ben 4 tornei a livello cittadino, con discreto successo.

Avevo 15 anni quando tutto questo ebbe inizio, e mai avrei pensato che grazie al proprietario di questo blog, potesse capitarmi di incontrare di persona, colui che aveva revisionato le regole del D&D basico nelle famose 5 scatole colorate conosciute dagli appassionati con il nome di BECMI e coautore di avventure scritte a quattro mani con il suo (ormai compianto) amico Gary Gygax. fra qui spiccano sicuramente “The temple of the elemental evil” per Advanced Dungeons & Dragons, e “Marvelous Magic” per Dungeons & Dragons.
La persona di cui voglio parlare, per chi non lo avesse ancora intuito, è Frank Mentzer, rivelatosi persona di compagnia e veramente squisita.

La sera del 28/10/2014 l’appuntamento per la cena è a Chiavari, al ristorante Articiocca, in macchina siamo in tre, ad attenderci oltre a Frank Mentzer e consorte, ci sono due ragazzi e colui che ha organizzato tutto, Luca Volpino (Wild Boar edizioni).
Buona sorte volle che si fossero già seduti tutti, e avessero lasciato proprio il posto libero vicino a Frank. 
Così la cena cominciò, io stavo cenando al tavolo e seduto vicino ad una leggenda vivente, colui che con il suo lavoro di revisione, ha probabilmente battuto ogni record di vendite e di edizioni straniere per un’azienda come la TSR.
Subito mi trovai in grossa difficoltà per via del mio inglese parlato che si avvicina allo zero assoluto, ma i miei cari amici si premurarono per tutta la sera a farmi da traduttori.
Frank quando seppe di questa mia scarsissima conoscenza dell’inglese, pretese che la prima domanda fosse proprio la mia, e che fino a che non l’avessi pronunciata, non avrebbe accettato domande da nessun altro. Dopo la mia domanda, si susseguirono quelle di tutti gli altri, e il buon Frank, rispose a tutte fino al loro esaurimento, passando dallo spiegare la nascita del club RPGA, a mostrarci i suoi dadi provenienti dalla GEN CON, regalandone uno a Volpino, a volte dilungandosi rischiando di far raffreddare quello che c’era nel piatto. Persona educatissima, cordiale e molto paziente, si lisciava spesso la barba lunga mentre parlava, di lui e del suo incontro con Gygax quando dirigeva la TSR, e di come lo avesse convinto a concedergli il benestare sulla revisione del regolamento.
A proposito di questo, ci raccontò di come si fosse “permesso”, quando ancora non lavorava per la TSR, di riscrivere un “pezzo” di Gygax modificandolo e rendendolo più fruibile per i giocatori, perché a dire di Mentzer (bonariamente e sorridendo nostalgico), Gygax scriveva in “High Gygaxian”, quindi una scrittura non proprio consona per scrivere regolamenti, Gygax allora decise di invitare Mentzer nel suo ufficio per conoscere di persona colui che aveva modificato un suo scritto, e assumendolo a lavorare per la TSR, per il suo “valore” e per la sua bravura.
Per finire la serata in bellezza, ci facemmo autografare tutti i manuali che ci eravamo portati dietro, e lui ci ringraziò per l’accoglienza che gli avevamo dedicato.
Qualche giorno dopo a Lucca Comics & Games lo ritrovammo come ospite speciale, e ci salutammo ancora calorosamente.

Fabrizio con Frank durante la sessione autografi dopo la cena

Passati ormai 5 anni, vi ho voluto raccontare questo aneddoto un po’ per presentarmi, visto che spero, dopo questo intervento, il buon Marzio mi permetta di scrivere ancora ospitato sul suo blog, e un po’ per convincermi di non aver sognato tutto, in effetti mai avrei pensato di poter riuscire a conoscere una persona che, quando cominciai a giocare, ne avevo letto solo il nome e cognome e che non sapevo neppure che faccia avesse (internet non era così diffusa).

Che il D20 vi sia sempre favorevole!

Fabrizio Gemma

Marzio con Frank durante la cena


In due si Cammina Meglio

.. E finisce che si riesce anche a fare più strada.

Giusto qualche giorno fa stavo riflettendo su un fatto: salvo alcune eccezioni (degne di nota, almeno per me) le persone migliori che ho conosciuto sino ad ora, le ho conosciute grazie al GDR.
Per così dire il mio 'popolo', la mia gente sono giusto loro. Grazie al giocar di ruolo ho conosciuto mia moglie e tanti altri grandi Personaggi : uso la maiuscola  in neretto per indicare che loro sono i veri, reali PG intorno ai quali ruota la mia esistenza.

Ora la riflessione sul come e sul perché di questa mio modo di conoscere e circondarmi di persone che ritengo essere vere e degne potrei dissertare (e forse pure sragionare) a lungo, ma non è questo il motivo del post.. ovvio.

Tra i miei Personaggi ho la fortuna di avere l'amico Fabrizio: è alquanto simile a me.. è una bella persona con una moglie e due stupende ragazze e tutti quanti loro (ma guarda la coincidenza) giocano. Onestamente lo invidio persino:due figlie adolescenti per lo meno non ti smontano la casa come invece fanno i mie due ragazzi...
Quando Fabrizio qualche tempo fa mi ha chiesto se poteva pubblicare sul blog, ho detto subito: ma certo perché no, anzi mi farebbe pure molto piacere così lo rivitalizziamo e confrontiamo opinioni, che immagino possano anche essere simili o molto diverse  e che certamente valgono la pena di essere espresse.
Quindi do il benvenuto a Fabrizio e gli lascio la parola e lo spazio di seguito per suo primo intervento.
 
 

domenica 26 agosto 2018

7 FRASI DA EVITARE PER NON SEMBRARE UN ANALFABETA FUNZIONALE


Tovato su FB, riposto più che volentieri :


7 FRASI DA EVITARE PER NON SEMBRARE UN ANALFABETA FUNZIONALE
1) "a me una volta è successo che...": sulla terra siamo 7 miliardi di persone, quindi quello che è successo a te costituisce “un settemiliardesimo” delle ipotesi possibili. L’esperienza personale non è una legge universale.
2) "ho letto su internet che...": su internet c è tutto, il contrario di tutto e tutte le sfumature che ci stanno in mezzo; se non hai le competenze specifiche per distinguere ciò che è plausibile da ciò che è inverosimile, quello che hai letto tu non significa assolutamente nulla perché tanto su internet c’è sempre anche il suo esatto contrario.
3) “non credo alla versione/teoria ufficiale, dimostrami tu che è valida”: una versione/teoria ufficiale è tale proprio perché gode già del supporto probatorio necessario per essere considerata preferibile a tutte le altre. Pertanto, se non credi alla versione ufficiale spetta a te l’onere di provare perché questa sia errata, e anche perché la tua sia invece valida. Pretendere l’inversione dell’onere della prova è un atteggiamento profondamente illogico e antiscientifico. Il fatto che tu non comprenda il contenuto di quelle prove non significa che quelle prove non esistano o non siano valide, significa solo che tu non hai gli strumenti e le conoscenze per comprenderle.
4) "ci guadagnano sopra, quindi sicuramente c'è qualcosa sotto": se escludete i volontari e gli stagisti, tutte le professioni del mondo sono a scopo di lucro, quindi tutti noi guadagniamo da quello che facciamo. Ciò non ci rende tutti automaticamente parte di un qualche complotto o sotterfugio.
5) "Quella volta e' accaduto che..., quindi anche questa volta...": “quella volta” è diversa da “questa volta”. Se una cosa capita in una occasione non c è nessuna legge che stabilisce automaticamente che accada sempre e a tutti. Se un medico vende organi sotto banco, non significa che tutti i medici lo facciano ogni giorno; se un ingegnere sbaglia i calcoli, non significa che tutti gli ingegneri siano cani e non sappiano fare il loro lavoro; se un avvocato prende una mazzetta, non significa che tutti gli avvocati siano corrotti o corruttibili. Serve una prova specifica per ogni singolo caso.
6) "tu hai la tua opinione, io ho diritto ad avere la mia": questo è un principio sacrosanto quando si parla di preferire le bionde o le brune, il mare o la montagna, la Juve o il Milan. Ma quando si parla di argomenti scientifici, la tua opinione non conta assolutamente nulla se non hai competenze e ragioni tecniche che possano dimostrare la validità di quella opinione; o forse pretendi di avere un'opinione anche su come si calcola l’area del triangolo?
7) "non mi fido della roba chimica, quindi…": la chimica spiega la composizione della materia in generale, di conseguenza tutto ciò che esiste nell'universo è chimico. L'acqua ad esempio è composta di due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, quindi è fatta di sostanze chimiche. E lo sei anche tu.
Se il vostro ragionamento si basa su uno o più di questi presupposti, sappiate che il vostro approccio è stupido, illogico e antiscientifico, quindi evitate di renderlo pubblico.
Ne va della vostra reputazione.

lunedì 20 agosto 2018

Dismaster's Den of Unfinished Thoughts: Chiedimi di Lamentations of the Flame Princess

Riposto qui una bella recensione su Lamentation of the Flame Princess:


Dismaster's Den of Unfinished Thoughts: Chiedimi di Lamentations of the Flame Princess: Questo post è parecchio lungo, quindi a beneficio di una miglior consultazione ecco a voi i collegamenti per i vari capitoli: Cos...