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mercoledì 13 novembre 2013

Tanti giochi, ma pochi da giocare



Nel corso degli anni ho accumulato una discreta collezione di giochi di ruolo. i generi più vari per i gusti più diversi. Molti li ho poi seguiti nella loro evoluzione, edizione per edizione.

Devo ammettere che la qualità di oggi sia in termini di regole (meccaniche) di gioco che di presentazione dei prodotti è anni luce avanti rispetto non solo agli anni 80 (mitici) ma anche solo a pochi anni fa.
La vetrina è un pochino come quella della pasticceria elegante della città .. tanti dolci bellissimi dietro il vetro, da far venire l'acquolina in bocca, ma l'avanzare dell'età evidentemente qualche problema di digestione lo porta.

Ogni volta che la tentazione mi coglie di sfogliare che so il manuale base (e quelli aggiuntivi) di "Pathfinder", l'indigestione è dietro l'angolo.
Esiste un trucco per riuscire a districarsi tra tante e tante pagine regole modificatori, esiste un trucco per comprendere, assimilare, ricordare e praticare le regole?
Deve esserci ma io non lo ho ancora scoperto.
Deve esserci visto che ci sono orde di giocatori di PF  (per citarne uno solo) felici e contenti, anche se ogni volta per me si tratta invece di chiudere sconsolato il manuale agli steroidi di turno: l'aitante balenottero colorato spesso quattro dita e pieno zeppo di cose che devono in qualche modo risultare utili.

Il trucco credo sia anche figlio dell'età, i giocatori oggi si avvicinano al tabletop gdr spesso per e dopo aver provato altre forme di intrattenimento , primi tra tutti i videogiochi . In questo sono molto meno "mosche bianche" rispetto a noi della prima ondata degli anni 80, che eravamo quasi più un gruppo di cospiratori carbonari che si scervellavano su manuali giunti da oltre oceano, che giocatori.

I regolamenti erano più snelli e le lacune delle regole non scritte venivano colmate con  la fantasia e l'eccitazione di chi sapeva di percorrere un sentiero ancora  inesplorato.
Ci siamo ritrovati a praticare uno stile di gioco diverso perché diverse erano le nostre premesse, ma diverso non significa meno divertente o meno attraente.
Basta provare far provare un qualsiasi  retroclone e, passato il primo momento di disorientamento dato dal non avere un tiro di dado,  una regola ,  un  modificatore per ogni cosa , il senso del divertimento si ritrova quasi subito.

Vecchia scuola o nuova scuola non sono alternative incompatibili, ma stili diversi con uguale dignità di gioco.
Io continuo a collezionarli tutti i gdr : vecchi e nuovi poi come è naturale gioco secondo la mia inclinazione.
Quando li conto finisco sempre per constatare che tra tanti quelli da giocare , in fondo,  sono pochi; ma .. non mi dispiace.